Tarlo asiatico, ecco come la forestale di Cuneo lo sta combattendo

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Dall’Est del Mondo è arrivato a Cuneo, come se non bastasse, un tarlo che sta mettendo a grave rischio tutti gli alberi e gli arbusti della zona.
La zona principalmente colpita, al momento, è quella del cimitero e a Madonna della Riva.
Questo nuovo tarlo, arrivato direttamente dal Sud – Est asiatico, ha causato l’abbattimento di migliaia di piante nel capoluogo negli ultimi 5 mesi e, in contemporanea, all’ispezione di altri 77 mila esemplari presenti in quelle zone.
La paura principale, è che il tarlo possa muoversi e fuoriuscire dalla zona in cui è adesso è presente.
La forestale della capitale della Granda sembra aver circoscritto la zona maggiormente colpita, abbattendo tutti gli alberi sul perimetro ancora non attaccati.

Così, nelle ultime settimane appena trascorse, circa una decina di operai della forestale hanno definitivamente aperto il grosso cantiere di lavoro, che come regola dovrebbe proseguire anche nella giornata di domani, con la chiusura temporanea al traffico della strada che collega il famoso ponte vecchio alla stra nota Madonna dell’Olmo. 
L’insetto è stato appurato che sia originario dell’Asia e, purtroppo, non ha alcun antagonista in natura e, come tutte le tipologie della sua specie, inizia a scavare gallerie profonde nel fusto degli alberi.
In questo modo la pianta inizia a marcire e muore nel giro di pochi anni.

Dunque, è compito della forestale tagliare il legno perché a forte rischio infezione. Viene così sminuzzato, per far in modo di evitare che il tarlo vada a proseguire la sua espansione letale.
Quello di Cuneo al momento un caso unico in tutto il Piemonte: l’altro focolaio, del 2018, non ha più fortunatamente avuto sviluppi da 2 anni a questa parte.
Nell’Oltrestura di Cuneo, al contrario, negli ultimi mesi sono stati scoperti addirittura 60 alberi colpiti dal coleottero: parliamo di aceri, olmi e ippocastani.

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