Piemonte, permessa la caccia anche nei giorni festivi: è polemica

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La Giunta regionale ha firmato in queste ore una delle ordinanze che forse farà discutere per molte settimane ancora.
Infatti, mentre nei giorni di festa sarà vietato a tutti di spostarsi tra comuni, come sancito dall’ultimo DPCM, da domani chi pratica la caccia potrà spostarsi dal proprio comune anche nei giorni di festa.
Dunque, a quanto si apprende, il giorno di Natale non si potrà andare a fare gli auguri ad un parente in un altro paese, ma magari ci si potrà ritrovare in montagna mentre si va a caccia.
Sarà quindi consentito a tutti andare a caccia di cinghiali, cervi, caprioli, cornacchie nere e grigie, gazze, volpi e minilepri e altro.

La nota ufficiale della Regione Piemonte è stata inviata poche ore fa a tutte le Prefetture che dovranno da domani adeguarsi all’ordinanza.
Ovviamente, nella nota viene chiarito che in ogni caso sono vietati assembramenti di qualunque tipo e che, come sempre, chi verrà sorpreso ad attuare modalità di caccia illegali, sarà punito con multe e detenzione. 
Da precisare comunque che, nonostante l’Ordinanza, l’unico giorno di festa in cui si potrà andare a caccia è quello si Santo Stefano, in quanto Natale e Capodanno cadono di venerdì, ovvero il giorno in cui vi è il “silenzio venatorio” (caccia vietata).

Coldiretti sembra essere favorevole a questa apertura, dichiarando: “Finalmente riprende la tanto attesa attività venatoria. E’ inoltre necessario che venga prolungato il periodo durante il quale l’attività di prelievo è consentita, sia da parte delle tante squadre autorizzate sia delle migliaia di cacciatori singoli, attraverso una modifica all’attuale calendario venatorio“. 
Contrario il parere dei membri del PD, secondo i quali l’attività di caccia era ampiamente evitabile e non necessaria, come dichiarata dalla maggioranza del Governo piemontese.

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