Pensioni, cosa è l’opzione donna

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chess-691437_960_720La legge di Stabilità 2016 ha esteso la possibilità di accedere alla pensione di anzianità con il regime sperimentale, riservato alle lavoratrici “optanti”, ricalcolando l’assegno con il contributivo, nei confronti di coloro che abbiano già perfezionato i requisiti di 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico si collochi oltre tale data per effetto dell’applicazione della finestra mobile.

Si tratta pertanto di una opportunità per poter andare in pensione prima rispetto a quanto avvenga con la normativa in vigore generalmente prevista per le donne, a patto di possedere gli specifici requisiti previsti. In particolare, nel caso di lavoratrici autonome l’età anagrafica richiesta è di 58 anni e 3 mesi.

Sulla “opzione donna” sono stati stanziati 160 milioni per il 2016, 405 nel 2017 e 715 nel 2018. Nel caso in cui dall’attività di monitoraggio delle domande di accesso alla pensione con ricorso a tale regime dovessero scaturire delle economie verrà disposto l’impiego delle risorse non utilizzate per interventi con finalità analoghe, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione.

In altri termini, sulla disponibilità a proseguire o meno con la presenza dell’opzione donna dipenderanno i dati di fruizione della stessa nel triennio previsto della legge di Stabilità. Se vi saranno margini in tal senso, è intuibile che la sperimentazione possa essere prolungata ancora, oltre il termine originariamente previsto.

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