Lavoro, è crisi più totale. I danni del Coronavirus

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La crisi dovuto al propagarsi del Corona Virus ha toccato , seppur in maniera differente, tutti i Paesi del Mondo , mettendoli in ginocchio dal punto di vista sanitario , ma bloccando per forza di cose , anche il mondo del lavoro, aprendo così una crisi economica finanziaria importante. Molti imprenditori , lavoratori autonomi , dipendenti , si sono trovati a rispettare una quarantena , senza sapere se e quando si ritornerà a lavorare. Il quotidiano Repubblica riporta uno studio sulla crisi lavorativa , che in breve vi illustreremo di seguito.

Lo studio è stato condotto dall’Agenzia del lavoro delle Nazioni Unite , anche se già precedentemente si era espressa a riguardo prevedendo numerosi nuovi disoccupati , ma la situazione sembra essere peggiorata nelle ultime settimane, tanto da determinare un evento quasi catastrofico, lavorativamente parlando. Si prevede un forte incremento dei licenziamenti , con 1 miliardo e più di persone che si ritroveranno senza una vera occupazione lavorativa , per i restanti lavoratori ci sarà una riduzione del salario e forse del tetto delle ore lavorative. A riguardo , ha espresso la sua opinione il Presidente dell’Agenzia , sottolineando l’importanza in questo tragico momento del ruolo delle Istituzioni , che potranno influenzare , si spera in maniera positiva , il mondo del lavoro e salvaguardare miliardi di famiglie che vivono un momento difficile della loro vita.

Ha ribadito , inoltre , che questa sarebbe la seconda crisi che i Paesi si trovano ad affrontare , la prima fu quella del dopo guerra. In seconda analisi , si è potuto constatare la presenza di specifiche categorie di lavoro che sono maggiormente a rischio , ovvero coloro che sono occupati nel settore informale , nelle economie emergenti e in quelle in vie di sviluppo. L’auspicio è quello che i Capi di Governo, magari unitamente, investano un capitale importante in favore delle piccole e medie imprese , mettendo al sicuro così la vita di milioni e milioni di lavoratori a rischio disoccupazione e trovino soluzioni favorevoli allo sviluppo dell’ambiente lavorativo.

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