Biennale di Venezia 2026 apre «In Minor Keys», il testamento artistico di Koyo Kouoh
VENEZIA — Alle ore 11 di questa mattina, sabato 9 maggio 2026, si sono aperti i cancelli dei Giardini e dell’Arsenale di Venezia. È tornata la Biennale Arte, la più antica e autorevole rassegna d’arte contemporanea al mondo, giunta alla sua 61ª edizione. Il titolo scelto è «In Minor Keys» — nelle tonalità minori — e porta con sé il peso straordinario di una storia che ha commosso l’intera comunità artistica internazionale.
Perché questa Biennale non è come le altre. Non è solo una mostra. È un atto di fedeltà a una donna, a una visione, a una promessa.
La curatrice che non ha fatto in tempo a vedere il suo sogno
Koyo Kouoh era una delle menti più brillanti e visionarie della critica d’arte contemporanea. Nata in Camerun, direttrice esecutiva del Museo Zeitz MOCAA di Città del Capo, era stata designata curatrice della 61ª Biennale nel 2024 con un annuncio accolto con entusiasmo unanime. Una nomina storica: la prima curatrice di origine africana a guidare la grande mostra veneziana.
Poi, nel maggio 2025, la notizia che ha gelato il mondo della cultura internazionale: Koyo Kouoh si è spenta prematuramente, lasciando incompiuto il lavoro della sua vita. Un vuoto che sembrava impossibile da colmare.
Ma la Biennale di Venezia, d’accordo con la famiglia di Koyo Kouoh, ha preso una decisione rara, coraggiosa e profondamente umana: portare avanti la sua visione integralmente. La selezione degli artisti, il testo teorico, l’architettura degli spazi espositivi, il manifesto curatoriale — tutto esattamente come lei lo aveva concepito. Non un’interpolazione postuma, non un adattamento: la sua voce, intatta.
«Vogliamo che questa mostra sia il suo lascito al mondo», ha dichiarato la presidenza della Biennale. E il mondo, oggi, è qui ad ascoltarla.
«In Minor Keys»: cosa racconta il titolo
In musica, le tonalità minori evocano introspezione, profondità emotiva, quella malinconia fertile che produce le opere più durature. Koyo Kouoh ha scelto questa metafora con precisione chirurgica, come antidoto al chiasso visivo e alla spettacolarizzazione che spesso caratterizzano i grandi eventi d’arte contemporanea.
La sua Biennale cercava frequenze più sottili: l’intime, il sensoriale, l’affettivo. Un’arte che non urla per imporsi, ma sussurra per essere ascoltata davvero. Una «quiete resistente» — così la definiva lei stessa — capace di attraversare culture, latitudini e generazioni.
«L’arte in tonalità minori non è un’arte silenziosa. È un’arte che richiede attenzione. E l’attenzione è il gesto più rivoluzionario del nostro tempo.»
— Koyo Kouoh, dal manifesto curatoriale della 61ª Biennale Arte
In un’epoca di saturazione visiva e di contenuti progettati per essere consumati e dimenticati in pochi secondi, questo messaggio suona come una dichiarazione d’indipendenza. E arriva, oggi, con la forza aggiuntiva di chi non è più qui a pronunciarla.
Centodieci artisti, tre sedi: la geografia dell’edizione 2026
La 61ª Biennale Arte presenta il lavoro di 110 partecipanti tra artisti singoli, collettivi e organizzazioni, selezionati da Koyo Kouoh tra le proposte di tutto il mondo. Una rappresentanza che dà voce — consapevolmente — a soggettività spesso marginalizzate nei circuiti dell’arte occidentale: artisti del continente africano, del Medio Oriente, dell’Asia del Sud-Est, delle comunità diasporiche sparse per il pianeta.
I Giardini della Biennale
I Giardini ospitano i Padiglioni Nazionali: oltre 80 Paesi partecipano con proprie rappresentanze ufficiali. Il Padiglione Italia, curato dal Ministero della Cultura, è tradizionalmente tra i più visitati. Per l’edizione 2026, la selezione degli artisti italiani ha suscitato un acceso dibattito che ha animato per mesi le pagine delle riviste d’arte e i social specializzati.
L’Arsenale
L’Arsenale di Venezia — con le sue storiche Corderie che si estendono per quasi 300 metri — accoglie la mostra internazionale principale: il nucleo più denso e coerente della visione di Koyo Kouoh. È qui che «In Minor Keys» si esprime nella sua forma più compiuta, in un percorso espositivo pensato per essere vissuto lentamente, senza fretta.
Le sedi diffuse in città
Come nelle migliori edizioni recenti, la Biennale 2026 si estende anche nel tessuto urbano di Venezia, con installazioni, performance e interventi site-specific nei palazzi storici, nelle corti nascoste e nei canali della città. Un modo per ricordare che Venezia stessa è un’opera d’arte vivente.
Il programma degli eventi collaterali
Attorno alla mostra principale, la Biennale ha costruito un programma di eventi collaterali che accompagnerà i sei mesi di esposizione: conferenze, incontri con gli artisti, performance dal vivo, proiezioni, laboratori didattici. Un calendario denso, consultabile nella sua interezza sul sito ufficiale della Biennale.
Di particolare rilievo sarà la giornata commemorativa dedicata a Koyo Kouoh, prevista nelle prossime settimane, durante la quale esponenti del mondo dell’arte, critici e collaboratori ricorderanno il suo percorso intellettuale e l’eredità che lascia alla cultura globale.
Perché questa Biennale interessa anche la Provincia di Cuneo
Venezia non è lontana dalla Provincia Granda. Dalla nostra area, raggiungere la città lagunare è più semplice di quanto si pensi, e una gita alla Biennale rappresenta una delle esperienze culturali più straordinarie che il Piemonte Sud abbia a portata di mano.
Ricordiamo che il Piemonte ha storicamente un legame forte con il mondo dell’arte contemporanea: la scena artistica cuneese e piemontese ha espresso negli anni talenti che hanno raggiunto le fiere e le gallerie internazionali. Non è raro trovare, tra i partecipanti alla Biennale, nomi legati al nostro territorio.
Orari, biglietti e informazioni pratiche
La 61ª Biennale Arte sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026, tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00, con chiusura il lunedì (salvo il lunedì di apertura e chiusura). I biglietti sono disponibili online e alle casse dei Giardini e dell’Arsenale.
- Biglietto intero: indicativamente 30€ (verificare sul sito per tariffe aggiornate)
- Ridotto: under 26, over 65, persone con disabilità e accompagnatori
- Gratuito: bambini under 6, residenti veneziani in date specifiche
- Abbonamento stagionale: disponibile per chi prevede più visite
Per informazioni complete e aggiornate: labiennale.org/arte/2026/biglietti.
L’eredità di Koyo Kouoh: perché questa storia conta
Al di là della grandiosità logistica — centinaia di opere, decine di nazionalità, migliaia di visitatori attesi — questa edizione della Biennale pone una domanda semplice e potente: cosa resta di noi?
La risposta che Venezia dà oggi è chiara. Restano le idee. Restano le visioni. Resta il lavoro di chi ha creduto, con umiltà e intelligenza, che l’arte potesse cambiare il modo in cui guardiamo il mondo. Koyo Kouoh lo credeva. E oggi, attraverso le sue scelte curatoriali, continua a mostrarcelo.
Per approfondire la storia e il pensiero di Koyo Kouoh, consigliamo la lettura dell’ampio profilo pubblicato da Artsy e il dossier di Finestre sull’Arte, tra le riviste italiane più autorevoli sul settore.
Nel frattempo, se siete appassionati d’arte e volete restare aggiornati sugli eventi culturali della nostra provincia, continuate a seguire la sezione Arte & Cultura di PuntoCuneo: ogni settimana selezioniamo per voi il meglio di quanto accade sul territorio e oltre.
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