Mar. Mag 21st, 2019

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Grecia, arriva l’ok della Germania alla ristrutturazione del debito

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partenoneI ministri delle Finanze dell’Eurogruppo hanno aperto a diverse concessioni sul debito greco e nelle ultime ore, a titolo di reazione a quella che è una buona notizia, i rendimenti dei bond greci a dieci anni sono scesi sotto soglia 8% per la prima volta dopo sei mesi.

I vertici dell’Unione Europea sembrano aver raggiunto un accordo tra le posizioni più estreme, tra quella cioè della Germania che premeva per soluzioni meno impegnative, e quella del Fondo Monetario Internazionale che chiedeva invece la ristrutturazione del debito greco. I dettagli dell’accordo sulla ristrutturazione del debito verranno definiti soltanto il prossimo 24 maggio, data in vista della quale si riuniranno i vice ministri delle Finanze.

Nel frattempo l’Eurogruppo punta a raggiungere un accordo sulle riforme chieste al governo Tsipras, riforme che si ritiene possano fare da garanzia a questo sforzo che gli altri Paesi stanno compiendo a favore della Grecia. Del resto urgono misure drastiche, capaci di mettere mano a un debito che la stessa Germania ha definito insostenibile. Secondo una recente analisi presentata proprio all’attenzione dei ministri europei, il debito ellenico dovrebbe aumentare all’impressionante quota del 182.6% del PIL nel 2016, e scendere a 104.9% soltanto nel prossimo 2060.

Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha annunciato progressi in questo senso, ma stabilito al tempo stesso che l’Eurogruppo non ha ancora deciso nulla di sostanziale in materia. E’ chiaro però che nei prossimi giorni la questione verrà affrontata di petto e probabilmente l’accordo si raggiungerà definitivamente perchè “ad un certo punto il problema della sostenibilità del debito si porrà in maniera inevitabile. In quali termini, è ancora tutto da chiarire”.

E mentre Dijsselbloem non si sente del tutto sicuro circa il fatto che il Fondo Monetario Internazionale sia contento di come l’Europa sta gestendo il caso greco, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è invece speranzoso e ha definito le recenti riunioni europee come “fruttuose”.

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